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4 febbraio '16

Un inverno anomalo anche questo, ieri sera un...tifone, vento che pareva dovesse portarsi via anche il tetto. C'è freddo, ma nulla di che. Ho cambiato la tenda in camera, quella di prima era troppo corta sui lati ed il sole mi svegliava, diretto, sugli occhi. Questa è grigio chiaro, molto bella, color calzino, uno dei tuoi, ovviamente di tessuto leggero e con accenni di decorazioni a vortice. Ogni venerdì vado al mercato, dopo la scuola, con P. e compro il pane, del pesce a forma di pesce, le uova da un signore che ha la fattoria, le olive da due donnone campane e ogni tanto qualcosa di vintage, che tu non approveresti. Gli alunni sono carini, ho in classe il nipote di Stefania, che, tenero, ha faticato un po'a darmi del Lei e poi una bambina bravissima, ma strana altrettanto, che parla poco e pensa sempre al suo gatto.

 Il mese scorso ho tagliato i capelli, mi dispiace, rimanevano sempre incastrati tra la cerniera del piumino. Spiacevole sensazione. Cinzia e Dario sono venuti a trovarmi e torneranno a farlo, credo che lei si sia innamorata di Monza. 
La radio passa una sonata al pianoforte ed è dura non piangere pensando a questi dodici anni senza di te. Sono sempre una sciocca fanciulla, ma migliorata. Proteggimi sempre, tieni lontano i mostri. Russa forte, cacciali via! e se mi vedessi sul punto di fare qualche minchiata...fermami. Un bel mal di panza improvviso, eh? Capirò. Ti penserò da ogni posto che vedrò, ti saluterò da ogni aereo,  da ogni mare. E da ogni specchio in cui ti vedrò vicino a me.

Pubblicato il 4/2/2016 alle 16.30 nella rubrica Diario.

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