.
Annunci online

gogobub [La quadratura del cerchio]
Rubriche
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 172854 volte


31 marzo 2016
Bringebærsyltetøy
Ho in mano un piatto con pane ai cereali e ai semi di zucca, accompagnato da una squisita marmellata. Non ne ho mai mangiato di più deliziose. Trotterello verso il mio tavolo, sono le 7:30 del mattino. Stamattina siamo riusciti a prendere un tavolo vista mare, mare nero, cielo nero e nuvole basse. Pazienza, me lo aspettavo. La filodiffusione è davvero discreta, la senti e non la senti, parlano tutti a voce bassa. Questi tavoli sono tutti uguali, il mio qual è? Mi arriva una parola, una nota. Non sono più dove sono, ma è il mio compleanno. E quella nota fa parte del mio regalo. Non è una canzone che mi sarei aspettata di sentire qui, tra banconi di omelette, fagioli e aringhe. Mi sono persa. Non troverò mai più il mio tavolo. Oggi vuoi proprio piovere. Pazienza, me lo aspettavo, sei bella lo stesso. Allungo il percorso fino al distributore di succo di mela, perchè non mi posso sedere finché non sará finita. Basterebbe che gli altri ospiti facessero più casino con le posate e la musica non si sentirebbe più. Ma non accadrá, non qui. Quella lì è la mia borsa. Cielo nero, cuore pesante, mare nero. Pure il vento! Ho il piatto pieno di lamponi e fragole.  Una meraviglia. Devo fare dei bei respiri profondi, altrimenti non riuscirò a mangiare, ergo a resistere fino al pomeriggio, ergo a fare quello che sono venuta a fare. Voi non sapete, lamponi e fragole, quanto vi amo.



permalink | inviato da gogobub il 31/3/2016 alle 10:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 febbraio 2016
Caduto alla quinta
Con gli anni ho potenziato un dono di natura, una formidabile percezione (chiamato comunemente intuito). Una cosa che non potró dimenticare è che qualcuno abbia cercato di farmi dubitare della mia pelle. Chi è che non aveva proprio capito? chi aveva completamente travisato pensieri e parole?  Lo sento nelle viscere, nel sangue, nelle ovaie, è infallibile ed è ciò che mi salverá la vita.
Oggi è il 12 Febbraio, anno 2016




permalink | inviato da gogobub il 12/2/2016 alle 15:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 febbraio 2016
4 febbraio '16
Un inverno anomalo anche questo, ieri sera un...tifone, vento che pareva dovesse portarsi via anche il tetto. C'è freddo, ma nulla di che. Ho cambiato la tenda in camera, quella di prima era troppo corta sui lati ed il sole mi svegliava, diretto, sugli occhi. Questa è grigio chiaro, molto bella, color calzino, uno dei tuoi, ovviamente di tessuto leggero e con accenni di decorazioni a vortice. Ogni venerdì vado al mercato, dopo la scuola, con P. e compro il pane, del pesce a forma di pesce, le uova da un signore che ha la fattoria, le olive da due donnone campane e ogni tanto qualcosa di vintage, che tu non approveresti. Gli alunni sono carini, ho in classe il nipote di Stefania, che, tenero, ha faticato un po'a darmi del Lei e poi una bambina bravissima, ma strana altrettanto, che parla poco e pensa sempre al suo gatto.
 Il mese scorso ho tagliato i capelli, mi dispiace, rimanevano sempre incastrati tra la cerniera del piumino. Spiacevole sensazione. Cinzia e Dario sono venuti a trovarmi e torneranno a farlo, credo che lei si sia innamorata di Monza. 
La radio passa una sonata al pianoforte ed è dura non piangere pensando a questi dodici anni senza di te. Sono sempre una sciocca fanciulla, ma migliorata. Proteggimi sempre, tieni lontano i mostri. Russa forte, cacciali via! e se mi vedessi sul punto di fare qualche minchiata...fermami. Un bel mal di panza improvviso, eh? Capirò. Ti penserò da ogni posto che vedrò, ti saluterò da ogni aereo,  da ogni mare. E da ogni specchio in cui ti vedrò vicino a me.




permalink | inviato da gogobub il 4/2/2016 alle 16:30 | Versione per la stampa
11 gennaio 2016
Il sopra e il sotto
Succede di pensare a qualcuno e di pensarlo vestito sempre alla stessa maniera. Di certo lo abbiamo visto vestito in modi diversi, però, al momento del pensiero o del parlarne, lo vediamo con quel maglione lì o quel vestito lá. Claudia è una mia collega da tanti anni, è molto gentile ed io la chiamo affettuosamente Titti. E lei ne è felice, perchè quando non la saluto  Ciao Titti!, capisce che sono triste o arrabbiata. Quando penso a Titti la immagino con il suo golf leggerissimo rosa spento, le maniche a campana e la gonna chiara. 
Così un po'per tutti. Chissà quand'è il momento in cui si sceglie l'immagine  di qualcuno che si vuol portare con sè, senza che sia la miglior immagine, l'immagine del profilo. Una camicia rossa con le maniche lunghe, arrotolate sui gomiti, una giacca impermeabile blu scuro, pantaloni neri e scarpe rosse.
E tu Gogo? Tra i vari vestiti che ci scambiamo, insieme alle altre cose, come sei custodita?



permalink | inviato da gogobub il 11/1/2016 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 dicembre 2015
Ti tengo io
Ieri sono tornata a percorrere una strada, lunga strada, che ho smesso di percorrere il 25 Novembre del 2011. Accuratamente ho evitato di ripassarci, perche mi dava spiacevoli sensazioni di paura, sconforto e smarrimento. La me stessa di quattro anni dopo ci è tornata ieri, facendo grosso modo le stesse cose, camminando sullo stesso lato, guardando, forse, sempre verso gli stessi punti. Si è fermata al forno e ha chiesto lo stesso pane alle olive, ancora buono. I pensieri sono molto diversi. Continua ad essere una lunghissima strada e ne hai di tempo per i pensieri. La me stessa di quattro anni dopo ha abbracciato quella di quattro anni fa, vedi? non fa più così paura e adesso sediamoci, che ti racconto cosa è successo in questi anni. Ho sempre molta tenerezza per le mie azioni passate, soprattutto quelle fatte con il cuore, o con il cuore innamorato, per cui, certe volte, a pensarci su mi dico Che cretina! ed altre, invece Che tenera! Ero nella fase Che tenera!, chè di gente che vuol massacrarmi non ne ho bisogno. Dopo queste chiacchiere consolatorie e rivelatrici ci siamo salutate; era bella la Gogo di quattro anni fa, tanto bella e forse è rimasta delusa nel vedersi, nel vedermi quattro anni avanti, ma, ti dicevo, la paura passerá, il cuore a volte si fará pesante, ma non sarà sempre così.

Siamo tenere. Siamo belle e siamo tenere.



permalink | inviato da gogobub il 13/12/2015 alle 19:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
2 dicembre 2015
Ti ho
I disegni  che faccio non sono molto fedeli, per questo preferisco di gran lunga dipingere. 
Però ho disegnato. Chiaramente per me era fedelissimo, molto meno per gli altri. Divertente il commento secco "Che brutto! :)", con faccina incorporata. Allora si capiva chi fosse! bene, mi adoro quando non devo spiegarmi troppo. E dire che non volevo nemmeno imbruttirlo, solo disegnarlo e mi son sporcata pure i polpastrelli per sfumare la matita. 

Con Stefania, l'anno scorso, abbiamo fatto una telefonata al suo ex storico, con cui era in guerra. Da brave minchione e con numero anonimo lo abbiamo chiamato, aggiungo con il mio telefono. Lui ha risposto e dopo qualche secondo di silenzio ha parlato "Lo so che sei tu...lo so che sei tu...brutta...stronza...", tutto quasi sussurrato. Il modo in cui ha parlato non posso riprodurlo, ma io e Stefania ridiamo ancora. 
Da poco hanno fatto pace, dopo anni e anni di guerra davvero e così abbiamo pensato di invitarlo a cena e raccontargli di questa cosa. Magari ce lo ridice e ridiamo con lui.


Comunque, forse il disegno non era somigliante, ma io lo so che sei tu...  lo so che sei tu...





permalink | inviato da gogobub il 2/12/2015 alle 21:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 novembre 2015
Stava lì nel suo sorriso



permalink | inviato da gogobub il 20/11/2015 alle 18:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 novembre 2015
Ma le canzoni non lo sanno
Certe canzoni dovrebbero dare il preavviso prima di partire. Che ne sanno di dove sei e con chi sei? Se il tuo abbigliamento è adatto all'improvviso sbiancare del viso o se c'è abbastanza riscaldamento per i brividi che ti pigliano?



permalink | inviato da gogobub il 3/11/2015 alle 13:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
25 ottobre 2015
La Sala blu
Se riusciró a scrivere qualcosa prima che il tablet si spenga, bene. Altrimenti, eh altrimenti ciao.

L'Hotel era bello, ma me l'aspettavo diverso. Alla reception, l'addetto, indossava una specie di gilet  color rosa pallido, con inserti dorati, per un effetto broccato che lo metteva in ridicolo. Gli specchi cosí pieni di quelle macchioline nere, che i restauratori chiamano "cacche di mosca". Anche parecchio brutte, ma tant'è che invece la conferenza è stata stimolante. Stimolante a tal punto che, in tema di alimentazione e cibo, anche per gli animali, mi sono ricordata di una questione, affrontata taaanti anni fa. Mi è sembrata pertinente, ho alzato la mano e mi è stato dato il microfono. 

(Ma le scatolette per gatti, gusto manzo, non costituiscono un tipo di alimentazione contro natura? O un gatto può assalire un bovino?).

[Risate degli astanti con qualche mimica del gatto che salta sul bove].

Ovviamente no che non può, nemmeno un tonno, ho aggiunto, ma certo che scatolette al topo non sono contemplate nell' offerta. Due posti dopo me siede un uomo che è la fotocopia di Franco dei Ricchi e Poveri, però con gli occhi belli. Ora io dico, hai questa somiglianza, perché farti anche gli stessi baffi e la stessa riga laterale? Non lo so. Però alla questione del manzo e del topo non ci aveva mai pensato ed io gli dico grazie e lui al buffet mi cede il suo posto per gli spiedini di frutta. 

Comunque ancora un post con dei topi,  che si ripresentano. I manzi invece no.




(Grazie dello spunto di riflessione sul gatto e sul manzo, ha fatto ridere anche un paio di carampane).





permalink | inviato da gogobub il 25/10/2015 alle 14:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
12 ottobre 2015
Il treno passa
L'arte di truccarsi in treno o in macchina, ai semafori rossi. Alcune sono delle vere esperte. 
Ho calcolato male il tempo ed ho fatto tardi, riprendo fiato e dalla borsa tiro fuori la pochette arancio che mi ha regalato Alice. Prego, dentro me, che non salga nessuno. Un messaggio per avvisare che sarò a Milano tra quaranta minuti circa e si comincia. In sé non è un'operazione complicata, lo diventa non appena prendi il mascara ed infatti, al momento delle ciglia, salgono un tipo con barba e cappello ed una ragazzotto. Sembrano abbastanza per i cazzi loro ed io vado avanti con la prima, prudentissima passata. Dovrebbero mettere la filodiffusione negli scompartimenti. Il ragazzotto scende subito dopo, l'uomo con barba e cappello rimane a guardare un punto indefinito. Lo scovolino mi scappa e mi sporco la guancia, faccio la cavolata di passarci la mano, così mi sporco pure quella. Va be', almeno non passa il bigliettaio. Raccolgo le cose e mi preparo per scendere, il tipo con barba e cappello mi sorride tirando su un sopracciglio. 

Diventerò bravissima, vedrete.




permalink | inviato da gogobub il 12/10/2015 alle 15:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
sfoglia
  




IL CANNOCCHIALE